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Strumenti acustici e tradizionali

        Strumenti spesso sconosciuti dagli occidentali e che sono raramente inventariati dalle enciclopedie. Le presenti musiche del compositore Raoul Robecchi sono state registrate con strumenti elettronici, ma anche con strumenti tradizionali e popolari tipo cornamusa scozzese, sitar indiano... ed altri strumenti raramente suonati nella musica d'avanguardia. Al fin di poter completare la conoscenza di ognuno di questi strumenti musicali sono qui presentati i  loro strumentisti più stimati nei loro paesi d'origine.

Le  percussioni

Bendir ( abendair / abendaïr ). Origine: Africa del Nord.  Apparentato al tamburello, al riqq (tamburello arabo / egiziano).

Il bendir è costituito da un cerchio in legno da 40 a 60 cm di diametro sul quale una pelle di capra è tesa. Il bendir è a mezza strada tra il tamburello ed il rullante della batteria. Possiede solo una facciata per suonare. Alcuni bendir possiedono, tesi sulla pelle, 3 fili perlati per aumentare la risonanza della pelle e dargli un timbro carrateristico vicino al rullante della batteria.

Strumentisti: Houria Aïchi (Berbero, Aures Algeria) - Adel Shams El Din

Darbuka  / darbukà / derbuka / darabukka / darabukka). Origine babylonese e Sumeriana.

Il darbuka è una percussione a forma di vaso in terracotta (Africa del nord), di legno o di metallo (India, Siria). La pelle tesa che puo essere di capra o di pesce, è incollata sui bordi con piccoli fili intrecciati. Si puo anche trovare in Siria lo stesso strumento in metallo con la tensione della pelle regolabile con un sistema di bulloncini sul cerchione. Il darbuka si puo trovare in tutto il mondo arabo dal Marocco a l'India.

Strumentisti tradizionali: Abdel Khalek Assan - Abd al Ahad Amri, Marocco- Saïd Mohammed Aly, El Karnak, Egitto-

Djembe o jembe. Origine Mandinga ( Wassoulou, Guinea - Mali )

Percussione da 60 a 80 cm di altezza. Un corpo in legno con la cassa a forma di calice legermente aperto verso il suolo. Il djembe non puo essere suonato appogiato sul suolo. La pelle è tenuta da un cerchione metallico o un filo intrecciato di cuoio e teso con delle corde.

Qraqeb crakeb / krakeb. Africa

Il qraqeb è uno strumento a percussione vicino alle nacchere (castagnette), costituito da 8 dischi metallici d'una decina di centimetri di diametro, convessi, collegati due per due da una piccola bacchetta. Ogni mano deve tenere due serie di questi dischetti metallici suonati con un movimento delle mani che dà la percussione battendo i dischi gli uni contro gli altri.

Strumentisti tradizionali : Allal Aglau, Mustafa Aglau, Ahmed Ghani, Abdeslam Ghassal, Marocco.

Tabla / tabl e il baya / mridangam. Origine indiana. Evoluzione turca del tabla con il tavul (o davul ) suonato con un martello e un bastoncino di legno. Evoluzione turca del baya con il nakkare ( kus in miniatura)

Il tabla è la percussione della musica indiana dell'India del nord. Ogni tabla è costituito da due piccoli timpani, all'origine non separati, chiamati allora mridangam che è ancora uno strumento popolare nell'India del sud (tamil Nadu, Kerala). Il timpano della mano destra è in legno, stretto e accordato alla tonica del strumento che accompagna. Il timpano della mano sinistra è di metallo, più largo e non accordato. I suoni, estremamente vari, dipendono della porzione di pelle picchiata dalle dita al momento della percussione. La pelle di ogni timpano è in effetti costituita da tre zone: la pelle intera, una corona di pelle che la ricopre sulla sua perimetro e una pastiglia centrale di impastatura a base di riso e di polvere di ferro. Le pelli sono mantenute tese sulla cassa con fili intrecciati di cuoio. Si trovano mridangam con un timbro carrateristico dato da scheggie di bambù inserite nella pelle principale.

Strumentisti tradizionali: Anand Kumar - Dildar Hussain, Pakistan - Zakir Hussain - Hussein Mohamed Ra'sho, Kurdistan - Anindo Chatterjee -

Târ / tar / triar / reqq. (non confondere con il tar, strumento a corde )

Piccola percussione basca che permette delle battute in ritorno sull'avanbraccio.

Strumentisti tradizionali: Aïcha ( Aicha ) Reduane, Egitto.

Zarb / tombak / tmobak / dombak / tabnag / khomak / khomac / tombalak / tombalac / dombak / donbak / dun-balag / zirbaghali. Origine: Persia, già presente nel 3000 a c, secondo le ricerche archeologiche a Khuzestan.

" Zarb " è una parola araba che significa "battere" e gli persiani gli dettero il significato di "ritmo", di "battuta". Il tamburo cosi nominato fu spesso chiamato "tombak" o "dombak" . A causa di alcune ragioni, di cui quella dei due colpi chiamati dalle sillabe "tom" e "bak", ma oggi questo termine è considerato più o meno dispregiativo perchè evoca un tempo nel quale si continuava a considerare il zarb come uno strumento per l'accompagnamento e dove si esigeva poco dal suonatore. Secondo altre ricerche la parola tombak verrebe dal vocabolo tabnag che si riferisce alla prima percussione che si avvicina alla forma attuale. Un'ultima tesi indica che l'origine sarebbe la parola khomac che significa "piccolo recipiente in terracotta" usato una volta per depositarne l'uva pronta ad essere pestata.

Lo zarb è un tamburo a una sola facciata, con una cassa, cilindro largo e basso che finishe con un piede legermente aperto e scavato nella massa di un nocciolo o gelso. La pelle è di agnello, gazzella, pesce, pecora o capra. La pelle è tesa poi incollata allo strumento. La parte superiore della cassa di risonanza che serve da cavalletto per la pelle è spessa solo qualche millimetro. Lo zarb si compone di trè parti: la cassa ( tane ), il padiglione ( nafir ), la pelle ( puste). Esistono altri modelli di zarb fabbricati in terracotta o metallo.

Strumentisti tradizionali: Râdji Khân, Iran - Hossein  ( Hoseyn ) Téhérâni ou Tehrâni ou Tehrani, Iran - Djamchid Chemirani, Iran - Djahangir Behesti, Iran - Dariush Zarbafian, Iran - Reza Torchizi Nejad - Kamram Klaji - Madjid Khaladj, Iran -

Strumenti  a  fiato 

Arghoul / argul / arghul / urgün / Clarino doppio. Origine: Egitto, anche chiamato mijwiz o midwiz nel kurdistan

 

 

L'arghoul è uno dei più vecchi strumenti a fiato della quinta e sesta Dinastia. L'arghoul si compone di tubi legati tra di loro con dei  nastri di tessuto e delle cordicelle irrobustite con una materia  resinosa. La legatura dei tubi si ottiene mescolando la cordicella con cera mescolata a della resina di piselli. L'arghoul il cui nome verrebe da "urgün", parola araba che significa organo si distingue dagli altri clarini doppi in canna da un bordone che puo addizzionarsi di notevoli segmenti o prolunghe per modificarne la tonalità ( al massimo trè ). Ognuno dei due tubi possiede un avancorpo più stretto ( rakaks o lôam ), parte intermedia. Il tubo melodico, forato con sei buchi, si chiama "badan", invece quello del  bordone: "radàd la àardiah". La cennamella si chiama "al balous" (plurale bawaliss). Esistono trè tipi di arghoul: il grande arghoul (arghoul alkebir) il cui bordone coi suoi tre segmenti puo raggiungere la lungezza di 2,5 metri, l'arghoul medio ( arghul al soghayr o piccolo arghul in arabo ) e il piccolo arghul (arghul al asghar, il più piccolo uorma ). Il più grande a causa della sua difficoltà causata dall'allontanamento delle posizioni delle dita e dalla capacità respiratoria riquiesta ( il musicista deve praticare il soffio continuo circolare ), a tutt'oggi è praticamente sparito

Strumentisti tradizionali: Mustafa Abdel Aziz ( Beni Mazar, Egitto )

Cervelas / cervela . Europa

Il cervelas è uno strumento medioevale e rinascimentale suonato nel 1600. Ha la forma di un bariletto in legno di forma cilindrica, ricoperto come il fagotto da cuoio bollito. Parechi di questi strumenti sono forniti da 3 chiavi e 6 fori. In un certo modo il cervelas è una specie di oboe basso, ma con un suono più acidulo del fagotto.

Doneli / satara / algoza. Doppio flauto dolce. Balucistan, Rajasthan, Sind.  

Il flauto destro chiamato il "maschio" possiede 6 fori per una scala cromatica. Il flauto sinistro chiamato la "fanciulla" a 8 fori ed a il ruolo di bordone. Per cambiare la nota del bordone, secondo la tonalità del flauto solista destro, si tappano un certo numero di fori con della cera.

Strumentisti: Firuz Sajedi, Bayan, Khamisu Khan, Balucistan.

Gasba e jawaq.

Origine: Africa del nord.

Strumentisti tradizionali: Saïd Nissia ( Kabylia - Algeria)

Mizmar. Origine: Egitto. Zurna turca

Strumento a fiato che si puo apparentare a un oboe comune. Una certa variazione di costruzione e una terminologia confusa esiste in notevoli paesi che si sono sottoposti ad un influenza più o meno pronunciata della coltura islamica. In Egitto ce ne sono 3 tipi, ognuno ha una lunghezza e un registro diverso. Il più piccolo "sîbs", il più grande "telf" e il "chalabîya" o "mizmar sa'idi" di taglia media. I suonatori di mizmar in Alto Egitto nominati comunemente "zummarin" suonano generalmente in trè sostenuti ritmicamente dal "tabla baladi" specie di gran cassa a doppia pelle, che dà spesso il suo nome a questa specie di formazione. La tecnica del soffio continuo ha un ruolo primordiale: l'aria è inspirata dal naso mentre le guancie hanno il ruolo di camera di decompresssione.

Pungi . Clarino doppio indiano.

E' suonato con la tecnica del suono continuo: inspirazione dal naso, soffio dalla bocca.

Zukra / mezued. Algeria, Tunisia, nord del Maghreb.

Cornamusa d'Africa del nord in pelle di capra. 

Zurna. Turchia, Egitto, Libia, Tunisia. Origine Persa del sesto seccolo.

Oboe turco.

Strumenti  a  corde.

Terminologia degli strumenti a corde:

Kithara (greco: lyra) - citara - cetara -cetera - cithar - sitar - cintur - santur -  guitara - tar -

Balalaïka / balalaika. Origine slava. Il modello attuale data alla fine del 1800

La balalaika ha 3 corde e possiede la stessa taglia del mandolino con una cassa a forma triangolare. Essa ha per antenato la dombra che è l'antico liuto russo

Benju. Strumento particolare degli anni '30, generalmente a 3 corde. E' originario del Giappone ed è uno strumento paragonabile al dulcimer. Le note della corda principale solista (che possono essere in coppia) sono costruite con tasti di macchina per scrivere collegati direttamente sul corpo dello strumento. Le altre corde fano il bordone.

Strumentisti: Abdorahman Surizehi, Balucistan.

Buzuki / buzuq / buzukee / bozuk / buzuq ). Origine Grecia, Turchia, Kurdistan, Siria, Libano, Egytto.

Il buzuki o buzuk ha per probabile origine uno strumento turco del tipo saz. Esso si compone di una cassa di risonanza di piccola taglia, profonda ed ovoidale con un manico lungo e tasti e corde metalliche. Il buzuk puo essere accordato secondo il modo temperato, e percio non puo essere suonato in modo microtonale ( quarti di tono, secondo la musica orientale). Possiede 4 corde doppie. All' origine, il buzuk era suonato come strumento solista dagli emigranti che percorrevano la Siria e il Libano. Gli strumenti vicini al bozuk turco sono la cura (3 corde), il baglama (6 corde), l'asik sasi (9 corde) ed il meydan sasi (12 corde)

Strumentisti tradizionali: Ali Jihad Racy (Libano). P.H.D. in ethnomusicoloy dell'Università dell'Illinois. Professore di musica a UCLA - Sivan o Civan Paewer, Kurdistan - Raoul Robecchi, Corsica.

cetra / cetera / cetara / citara / cetula / cedra / arcicetra / cetra-tiorba. Liuto suonato in Europa d'origine toscana del 1500. La cetera / cetara è un liuto corso d'origine toscana. Famiglia degli strumenti a corde doppie o triple metalliche.

La cetra o cetera è un liuto a fondo piatto ed a tavola ovoidale o piriforme con corde metalliche apparentato al chitarrone toscano del 600'. Il manico largo possiede 18 tasti. Era suonato con una piuma (antenato del plettro) in Inghilterra nel 700' (strumento N°183 del Museo del Conservatorio di musica di Parigi). Le prime cetre francesi possiedono generalmente 11 corde: 3 file di 3 corde accordate sulla stessa nota piu l'ultima fila a corde doppie ( Re - Do - Sol - La ). In italia esistono delle cetre con 6 corde doppie ( La - Sol - Do - Mi - Fa - Re ), 9 doppie o 10 doppie (totale 20 corde). Esistono altre forme di cetre delle piu curiose. Certe combinate con delle corde basse suonate a vuoto fuori dal manico (arcicetra) vicina alla cetra-tiorba del '700.

La cetara / cetula / chitarra moresca (chiamata cosi in Corsica ) è di nuovo diventata popolare in Corsica dove essa ha reintegrato la musica classica ed anche la musica contemporanea e tradizionale (A Filetta, Tavagna, Caramusa...). La pratica dello strumento è insegnata alla fonoteca del Museo della Corsica a Corti. La cetara corsa era molto nota nella penisola italiana nel '800. Le prime rappresentazioni dello strumento risalirebbero al XIemo secolo. I più belli esemplari da concerto di questo strumento sono fabricati sin dal '91 da un liutaio bastiaccio: Christian Magdeleine nato nel '63 ( esemplare della foto). Gli altri liutai sono M. Buresi, Formentelli ed Ugo Casalonga. Questa cetra corsa chiamata "cetera" (dal nome toscano) possiede 16 corde accordate in copia secondo gli intervalli della scala minore antica. Gli alberi usati per la fabricazione sono: il larice per la tavola (varietà di larice  / lariccio originaria della Corsica) - L'acero o il palissandro per le fascie ed il manico - il nocciolo per i tasti - Il bosso o l'olivo per le caviglie.   

Strumentisti tradizionali: Bernardu ( Bernardo ) Pazzoni, Corsica - Ghjuseppu (giuseppe) Figarelli, Corsica - Daniele Natalini, Corsica - Ugo Casalonga, Corsica - Micheli Raffaelli, Corsica - Nandu ( Fernando ) Acquaviva, Corsica -

Dulcimer o cetra des Appalaci. Apparentato alla spinetta dei Vosges (Francia). Origine celta

Il dulcimer è suonato sin dalla fine del '800 nel Kentucky. La sua origine è in tutta l'Europa del nord-ovest, in Irlanda ed in Bretagna fino ai confini col Jura francese. E' una cetra di forma allungata a 4 corde metalliche suonata tenendo lo strumento sulle ginocchia con un pezzo di bambù che va avanti ed indietro sui 17 tasti del manico. Il bambù è tenuto dalla mano sinistra, mentre la mano destra crea un movimento ritmico con un plettro.

Strumentisti tradizionali: Gabriel Yacoub, Bretagna - Raoul Robecchi, Corse -

Gambri. Marocco, Sudan, Ghana, Guinea, Mali, Senegal, Niger.

Piccolo liuto africano a 3 corde di budello di capra, accordate Sol - Re - Re ottava inferiore (75hz). La corda centrale fa il bordone. La tessitura del gambri è di un'ottava. Il gambri viene anche usato come percussione. Si puo aggiungere un sistro metallico (sersera) all'estremità del manico che risuona per "simpatia" con le vibrazioni della cassa e delle corde.

Strumentisti: M'allem Amida Bussu, Marocco.

Kamantce / kamance / kemânçe / kamendja). Egitto. Origine Iran. 1400

Strumento a 3 corde ( all'origine di seta ) ad archetto, della stessa famiglia del violino, vicino alla tecnica del monocorda e della viella. Il kamantce viene suonato tenendo lo strumento in posizione verticale e la parte posteriore del strumento contro il corpo. Esso posa sul suolo mantenuto da una punta. Strumenti della stessa famiglia  esistono nel Tadjikistan a cassa rettangolare, angolo retto, a 2 o 3 corde detto ghichak.

Strumentisti tradizionali: Asqar Bahari, Iran - Mahmud Tabrizi-Zadeh, Iran - Davud Gandje'i, Iran.

Ud, o lud. Liuto arabo. " ud sharqi " -

Nome arabo dell'antico strumento persiano " barbat ". Antenato della chitarra spagnola. L'ud possiede 11 corde che sono sistemate in 5 doppie (come la chitarra 12 corde) più una singola corda bassa. Le 4 paie più acute (accordate La-Re-Sol-Do) servono a dare la melodia. Le quinte e seste sono generalmente accordate un'ottava più bassa dalle seconde e terze (Re - Sol). Il manico è più corto di quello di una chitarra comune e non a frette ( senza cerchiature di metallo sul manico, fretless), facilitando in questo modo tutte le intonazioni in microintervalli e la creazione del vibrato e del portamento mediante la mano sinistra. La forma iniziale dell' ud è stata sviluppata già nel ottavo seccolo. Il nome (che letteralmente significa: "pezzo di legno") ha un'origine anteriore di due secoli, nel quale un liuto arabo di fabricazione locale che all'origine era ricoperto di pelle ebbe una tavola di legno. Più tardi, portato dai musulmani in Spagna,  lo strumento ebbe il suo nome (al ud) e la sua forma simile a quella del liuto europeo. Oggi l'ud rimane lostrumento a corde più noto nel mondo musulmano, lo strumento che ha il favore dei compositori e strumento essenziale in tutte le formazioni tradizionali in senso largo.

Strumentisti tradizionali: Simon Shaheen ( Haïfa) - Hikmet Shaheen ( Haïfa) - Hussein el Masry or Hussein el Misr ( Egitto) - Abdolvahhab Shahidi, Iran -  Muhammad Bryûl, Marocco - Abd ar Rahim Oth Mani, Marocco - Anuar Brahem - Hamza el Din, Egitto - Choyli, Djanet - Tassili, Algeria.

Psalterio o psaltery. Origine Celtica.

Strumento della stessa famiglia della citara dove le corde sono  suonate  con un piccolo archetto. La cassa di risonanza di piccolo spessore è di forma triangolare. Il psalterio possiede 25 corde metalliche accordate in modo cromatico. La parte destra del psalterio presenta l'estensione di due scale maggiori. La parte sinistra dello strumento i mezzi-toni.

Qanun / qanum / kanun.

Cetra in forma di trapezo vicino del santur. Possiede 78 corde per 25 note. E' suonato con due unghiette  fissate agli indici con delle corde.

Strumentisti tradizionali: Mohamed Salah El Din - Mustafa Alawi, Marocco -

Rebec / rebab / rbâb / rababe / rababa / rabab origine: Persia, Iran. Antenato del rebec europeo.

Rabab: La morfologia dello strumento varia secondo i diversi paesi musulmani. Il termine rababa (rabab al plurale) di origine persiana indica una viella ad archetto a cassa monoxile con un manico a una o due corde (Re-La) in budello la cui morfologia puo' variare secondo le diverse regioni del mondo musulmano dove lo strumento si è diffuso. Il tocco della mano sinistra sullo strumento si fà con colpettini d'archetto per ottenere una nota accompagnata d'armoniche. Il termine "rabab" si ritrova fino in Malesia e si è introdotto ugualmente nel mondo medioevale per diventare il "rebec" dei trovatori. Lo strumento esisteva già sotto la forma più rustica presso Arabi della Djahiliya (periodo pre-islamico); era il rababa-al-chaer, la viella monocorda con la quale il poeta indovino della tribù sosteneva la parola ritmata delle sue improvisazioni. Il rababa egiziano è composto da una cassa di risonanza fatta d'una noce di cocco spelata tesa da una pelle di pesce ed è fissata su un lungo manico cilindrico di legno prolungato da una punta di ferro. Le due corde di  crine di cavallo generalmente accordate alla quarta sono tese da grosse caviglie di legno avvitate lateralmente sulla parte superiore del manico. Sono suonate con un grande archetto teso ugualmente con uno stoppino di crine.

Strumentisti tradizionali: Metqâl Quenanui Metqal, El Karnak, Egitto - Chamandi Tewfick Metqal, El Karnak, Egitto - Mohammed Murad Metgali, El Karnak, Egitto - Ibrahim Aluane Jerad - Abd al Krim al Rayis -

Santur / sintur / cintur / tsimbalu / chang / sintoor. ( dulcimer iraniano ). Conosciuto dal sud della Russia fino al medio-oriente. E' stato anche introdotto in Spagna. Strumento gemello del qanun, è verso il secolo IX dell'era cristiana che il santur si differenzia dal qanun.

L'origine del santur (citarra a corde picchiate) rimonta agli Assiri e ai Babilonesi, cioè 6 secoli avanti Cristo. E' in Iran che il santur ha preso la sua forma più perfetta: una citarra trapezoidale da 72 a 100 corde metalliche fisse (4 a 3 per nota) che sono tese su due  file di nove piccoli cavaletti. L'estensione normale è di tre ottave e, secondo la scala modale usata, si accorda lo strumento con un chiave che agisce sulle 72 o 100 caviglie fissate su uno dei lati del santur.  lo strumentista picchia le corde con dei bastoncini fini di noce,  di nespolo o di  bosso, chiamati mezrab (plettro) della quale un'estremità è tagliata per permettere una pressione dalle prima trè dita della mano e l'altra estremità che picchia le corde è legermente alzata e puo essere ricoperta di feltro, imitando cosi il suono del pianoforte.

Strumentisti tradizionali: Hossein Farjami, Iran - Madjid Kiani (Kiani), Iran - Faramarz Payvar, Iran - Manushchehr Dhiahn Beglou, Iran - Habib Soma - Shivkumar Sharma - Ali Shaïgan ( Ali Shaigan ), Iran - Djalal Akhbari, Iran - Marta Manizade, Iran -

Potrete ascoltare il santur nei compact-disc di Raul Robecchi.

Sarangi. India, Pakistan, Nepal.

Viella a manico corto. Strumento ad archetto del nord del India. E' mantenuto diritto sulle ginocchia. Possiede 4 principali corde + 12 corde simpatiche che risuonano mediante le vibrazioni della cassa di risonanza dello strumento.

Strumentisti tradizionali: Ram Narayan - Sultan Khan - Ustad Nazim Ali Khan.

Sarod / sorud ( Balucistan ) / Queyscak / qeyscak / India, Raggiastan, Pakistan.

Viella del 1800' popolarizzata nel Balucistan ( Pakistan ). E' scolpita in un blocco di legno di parpuk (tecomella undulata) o di gelso. La forma del sarod è complessa, potendo evocare un teschio con delle grande occhiaie. La tavola è in pelle di capra o di gazella. Possiede 4 corde delle quali 3 sono di metallo ed una di budello (bordone) accordate  in Mi acuto - Mi basso - La - un bordone in Mi. Il sarod possiede anche da 6 a 8 corde simpatiche accordate (dalla nota più acuta alla più bassa) Si - Sol diesis - Fa diesis - Re - Do diesis - Si. I liutai i più celebri si chiamano Loqmân, Abdolkarim, Ali Mamad, Emâmbakhsh (Balutcistan )

Strumentisti tradizionali: Familglia Rasulbakhsh ( Musâ, Din Mohammad, Musâ de Zâhedan, Ali Mohammad, Barekat de Sarbâz ), Abdulghâfur d'Iranshahr, Aliok di Châbahâr, Heydar di Shâhrak, Tolu, Nur Mohammad, Loqmân, Abdolbâqi, Dorr Mohammad, Dâden, Dâru, Khamisâ... Balutcistan.

Sitar indiano. Origine indiana del nord dell'India.

Strumento a corde dove la cassa di risonanza è costituita da una zucca. Il manico lungo è costituito da una metà di un grossa canna di bambù divisa nella sua lunghezza. Le corde, melodiche e ritmiche, passano al di sopra delle  frette (cerchiature di metallo) che sono a forma d'arco come dei ponti e sono mobili. Il gioco della mano sinistra si effetua premendo sulle corde dietro le frette, come una chitarra. Si puo' ugualmente tirarle lateralmente per modificarne la frequenza quando la corda vibra o anche eseguire un brano melodico senza cambiare di frette. Sotto le frette e dunque sotto le corde del gioco passano corde dette simpatiche, delle quali vibrazioni sono direttamente trasmesse con la cassa di risonanza. La particolarità del suono del sitar deriva dal fatto che il cavalletto in avorio che mantiene le corde ad una certa altezza, è largo e in pendenza dolce, cosi bene che la corda picchierà sempre sulla parte piena e dara quell'aspetto di parasittaggio metallico del suono.

Strumentisti tradizionali: Ravi Shankar, India - Narenda Bataju, India - Pramod Kumar, India

Tanbur ( tanbur turco ), tumbur (Afghanistan ). Uno strumento del genere liuto con un manico lungo.

Strumentisti tradizionali: musicisti del Kurdistan, Temo, Nasir, Bedirxan.

Tar / panjtar ( tar a lungo manico ) non confondere col târ.

Il tar fu lo strumento preferito dalla maggior parte dei gran maestri della musica iraniana. Il tar appartiene alla famiglia dei liuti. La sua cassa di risonanza a doppio rigonfiamento è in legno di gelso e la forma della sua tavola evoca due cuori riuniti con le punte. Questa tavola è in pelle di agnello. La sua parte inferiore, più larga, porta un cavalletto. Il lungo manico è provisto di 25 legature in budello e di 6 corde (anteriormente 5), delle quali due sono doppie. Si suona con un plettro fatto generalmente d'una lamella di ottone incastonata in una pallina di cera. L'estensione è di due ottave e mezza.         

Strumentisti tradizionali: Dariush Tala'i, Iran - Jalil Shahnaz, Iran - Ahmadnal Arbi, Marocco - Narimam Hodjaty - Madjid Derakhshani, Iran -

Vina o veena. ( bin - sarasvati vina ) India del nord.

Specie di citarra con due risuonatori ( zucche svuotate). E' un'evoluzione della citarra su un manico lungo che data al sesto seccolo. I tasti sono di bambù.

Strumentisti tradizionali: Raajeswari Padmanabhan, India -

 

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